lunedì 29 novembre 2010

Shibari in Yukata


Dall'incontro tra Hikari Kesho e Casazen nasce questo scatto particolarissimo: una scena shibari sospesa sotto un ponte sul fiume.

Hikari Kesho mi ha chiesto un kimono dai colori vividi per una sua particolarissima idea: questo Yukata viola gli è parso adatto allo scenario.

venerdì 26 novembre 2010

Il Giappone di Yukio Mishima

CASAZEN vi invita a partecipare a:
"Il Giappone di Yukio Mishima”.


Dopo il grande successo dei primi due appuntamenti, prosegue a Cagliari, presso il Centro di Iniziative Sociali (Cis) di piazza del Carmine n.4, la manifestazione “Il Giappone di Yukio Mishima”.
La giornata di sabato 27 novembre, a partire dalle 16, sarà dedicata ad uno spaccato della cultura tradizionale del Giappone con la riproduzione del film “Memorie di una Geisha”, di Rob Marshall, e la conferenza “L’ambiguità del dualismo Oriente – Occidente. L’esempio dello Shiatsu”, tenuta dalla Dott.ssa Daniela Spissu. Al termine della conferenza verrà offerto un aperitivo giapponese.
Si parlerà, inoltre, del ruolo fondamentale che la tradizione giapponese ha avuto nella visione e nelle opere di Yukio Mishima.
Il 25 novembre di quest'anno cade il quarantesimo anniversario dalla morte di Hiraoka Kimitake (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970), più noto come Yukio Mishima. All’apice della propria carriera, il grande scrittore e drammaturgo giapponese – più volte vicino al Nobel – si tolse la vita attraverso il rituale del seppuku.
La manifestazione è aperta a tutti, in particolar modo agli studenti universitari, e l’ingresso è libero. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale Caravella con il contributo dell’assessorato alla Cultura della Provincia e del Comune di Cagliari, dell’Università degli Studi di Cagliari e con collaborazione dell’Aikido dojo Tomodachi no kai e del Sushi bar “TAMI”. (cp) (admaioramedia.it)

mercoledì 24 novembre 2010

Napoli Bonsai Club

Presentiamo oggi questi nuovi amici di CASAZEN, il Napoli Bonsai Club che si occupa anche di Suiseki:


II Napoli Bonsai Club è nato ad ottobre 1996 su proposta di tredici amici amatori del Bonsai,che si incontravano nel vivaio "Iodice". Si è così costituito nel napoletano un punto di riferimento per tutti gli appassionati, e per fornire ai neofiti un bagaglio iniziale di informazioni corrette sul bonsai, e a chi era più avanti, la possibilità di affinare le proprie conoscenze e tecniche. Dal 1996 il Napoli Bonsai Club ha dato inizio sia ad un corso di base, che di perfezionamento di tecnica bonsai, riservati agli associati e tenuti dagli istruttori UBI, Loris Tango e Massimo Schioppa, soci del Napoli Bonsai Club, e da Sandro Segneri. Tali corsi biennali hanno trattato tutti gli argomenti di teoria e tecnica bonsai. Questi corsi sono stati integrati in questi anni con incontri-laboratori di Hideo Suzuki (1996), di Armando Lisetto (1997), di Cesare Brusa (1997), ecc. Ricordiamo brevemente anche che già dal 1995, anno di fondazione, il Club ha partecipato a manifestazioni come "Flora 1995" e "Flora `96" ad Ercolano Nel 1997 ha organizzato nel Chiostro piccolo di Santa Chiara, la mostra annuale, dove oltre ad esporre gli esemplari più belli sono state effettuate, a cura di S. Segneri e S. Liporace, dimostrazioni che hanno richiamato l'attenzione di molti visitatori. 
Per il 1998 il Napoli Bonsai Club ha adottato un progetto didattico in cui gli istruttori L. Tango, D. Mondelli, S. Segneri, ognuno con le proprie peculiarità e competenze, ma uniti nell'operare nel rispetto dello spirito del Bonsai, daranno ai soci le corrette nozioni sul significato del bonsai e dei suoi aspetti filosofici, estetici e di fisiologia vegetale. Per il 1999, il nostro sogno rimasto fino ad ora nel cassetto, si è realizzato, il Napoli Bonsai Club ha ospitato e seguito nella propria città, i corsi della Scuola d'Arte Bonsai. Questa scelta fatta dal N.B.C. di portare a Napoli la Scuola d'Arte Bonsai, è maturata sin dall'inizio; convinti che in un mondo bonsai confuso, dove ogni istruttore ha una sua idea, e interpretazione particolare del Bonsai. Dove si sfrutta al massimo la tecnica per dargli solo una forma esteriore, ma poi col passare del tempo anziché perfezionarsi, i difetti crescono tanto da non poter più essere corretti. In tutto questo, invece noi crediamo, e la Scuola d'Arte Bonsai, ci dà l'opportunità di attuarlo, che il Bonsai deve essere ispirato che suscita emozioni meravigliose. Che il compito dei bonsaista è di evidenziare la bellezza degli alberi facendoli crescere con amore e con cura, e nel frattempo anche la tecnica dei bonsaista si raffina e migliora. Nel 2006 anniversari della fondazione del Club si è svolta la manifestazione KOKORO-NO BONSAI TEN - 2006 'Esposizione Bonsai dell'anima, della mente, e dei cuore', manifestazione che ha unito le due scuole che si sono avvicendate a Napoli: Bonsai Creativo School-Accademia e Scuola d'Arte Bonsai, riscontrando un successo nazionale con più di cinquantadue bonsai esposti e giudicati dal Maestro Hideo Suzuki.
II Napoli Bonsai Club tiene le sue riunioni settimanali il sabato mattina e pomeriggio nella propria sede. 

Questo per consentire la massima partecipazione di tutti i soci, privilegiando l'attività pratica con piante portate da-gli stessi soci. Inoltre sono state programmate escursioni e gite nei boschi all'osservazione di piante e suiseki Prima di chiudere questa breve scheda di presentazione, non si può non fare riferimento ai sogni ed alle prospettive che accompagnano l'attività del Napoli Bonsai Club. Il nostro sogno è quello di riuscire a fondere la nostra tipica creatività mediterranea con la grande e profonda esperienza di un maestro giapponese. Il cammino non è facile anche per la crescita notevole del numero degli iscritti, che da una dozzina sono passati ad oltre una quarantina. Lungo è ancora il cammino per giungere ai risultati prefissati, ma quest'arte c'insegna che pazienza e umiltà, qualità spesso dimenticate dai bonsaisti occidentali, ripagano di ogni fatica e sacrificio. Le prospettive sono legate all'evoluzione del rapporto con altri Club e Associazioni: vogliamo collaborare, scambiare esperienze, vogliamo far crescere la cultura del Bonsai e Suiseki, allargando il consueto campo d'azione alla conoscenza ed al rispetto della natura, alla filosofia e all'arte del Bonsai. Il Napoli Bonsai Club ha già instaurato un reciproco e proficuo rapporto di collaborazione sia con i Club e Associazioni della Campania che con quelli di altre regioni. Ed è in quest'ottica che nel Giugno 2008 è nato il Napoli Bonsai Club Forum, spazio aperto a coloro che desiderano condividere la propria conoscenza e le proprie esperienze con tutti gli altri, ma anche uno spazio dedicato a tutti i suisekisti che finora non avevano in internet una piattaforma per promuovere, dialogare e discutere su tutto ciò che ruota attorno al magico pianeta Suiseki. L'idea sulla quale il forum è nato, e speriamo possa prosperare, è essenzialmente quella per cui questo spazio è aperto a quanti vogliano scrivere, l'importante è che essi facciano trasparire il loro modo di vivere il bonsai ed il suiseki, e a non giudicare solo se il forum c'insegna qualcosa, ma di pensare che dietro ad ogni scritto c'è una persona che sta per-correndo un cammino. 


Cammino illuminato da fari del panorama bonsaista/suisekista italiano ed internazionale, grandi maestri a cui vanno i nostri più sinceri ringraziamenti, che con pazienza e voglia di promuovere la bellezza e la passione per queste arti hanno accettato di far parte di questa nuova nonché unica comunità che ha nel web i sui incontri quotidiani.


http://www.napolibonsaiclub.it/forum/

giovedì 18 novembre 2010

HATSUNE MIKU avanguardia Idoru virtuale (?)

CASAZEN oggi affronta la modernità giapponese, che mai è disgiunta dal passato...


Chi è Hatsune Miku?


E' una Idol (idoru) giapponese che ha fatto il suo primo concerto live.
Cosa c'è di strano? Che lei non è una creatura in carne ed ossa, anzi non ha materia.
Hatsune Miku (il nome significa La Prima Voce del Futuro) è un software, il primo applicativo per il software Vocaloid2 della Yamaha.


Nel suo concerto live è apparsa in forma di ologramma, davanti al pubblico e con una band live composta di esseri umani in carne ed ossa.


Prima o poi doveva accadere si potrebbe dire...la bellezza della comparsa tra noi di Hatsune Miku è grande però, poiché sconvolge i piani anche degli scrittori (profeti) cyberpunk.


Nel progresso delle entità sintentiche "virtuali" I tutti eravamo in attesa della nascita di una vera AI Intelligenza Artificiale e poi ci saremo posti il problema della sua individualità e personalità.
Prima la razionalità, la reattività agli stimoli, la "parola" coerente e poi il dibattito sulla identità.



Quello che accade ha ribaltato la questione in maniera genialmente naturale e poco prevedibile (o forse perfettamente prevedibile) : i vocaloidi sono entità virtuali perfettamente dotate di identità ma non di razionalità.


Anzi potremo dire che si definiscono nella loro Ultra-Identità di Idoru (idoli pop) venerati da milioni di persone.
Chi c'è dietro a questo punto conta poco...


Perché è accaduto? Perché in Giappone?
Azzardo una ipotesi folle (o no?): forse nel profondo della sensibilità di quella cultura/società basterebbe che Hatsune Miku avesse in se un kami (e credo che a breve lo avrà...) per essere considerata un essere naturale, vivente in qualche modo. 
Non occorrerebbe l'intelligenza come noi la interpretiamo.


Per questo mentre in occidente si lavora sulla AI in Giappone è già nata la creatura sintetica(?) successiva alla Intelligenza Artificiale.


E questo è tanto più vero quanto più consideriamo il concetto di identità non come un'isola autarchica ma come un costrutto derivante dalla rete di relazioni tra individuo e mondo.


Associazione Culturale Fuji


CASAZEN è lieta di presentare i nuovi amici della Ass. Culturale Fuji:



L'associazione FUJI (sito web) è una libera associazione, regolarmente registrata, senza fine di lucro, che si prefigge l'approfondimento e lo scambio culturale fra i popoli e in particolare tra l'Italia e il Giappone, ampliando la conoscenza reciproca per mezzo di contatti fra le persone, enti e associazioni.

L'associazione nasce il 3 febbraio 2001 ed è aperta a tutti coloro che, interessati realizzazione delle sue finalità, ne condividono lo spirito e gli ideali, senza distinzione di nazionalità, sesso, credo e professione.

Promuove la conoscenza e la diffusione della lingua e degli altri valori culturali dei due paesi tra i soci, gli educatori, gli insegnanti, gli operatori didattici e le persone in genere, affinché ne possano trasmettere ad altri i principi fondamentali, facilitando l'integrazione tra le due culture dell'Italia e del Giappone.

Si propone come luogo d'incontro e di aggregazione nel nome degli interessi culturali specifici assolvendo la funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile attraverso una maggiore comprensione tra i popoli.


Le Attività promosse

» convegni, conferenze, dibattiti e seminari;
» proiezioni di film e documentari;
» concerti e spettacoli;
» corsi di lingue,tecniche ed arti tradizionali giapponesi per ragazzi e adulti;
» pubblicazioni di materiale formativo e informativo delle proprie attività e delle attività di altre associazioni similari;
» viaggi, studi e scambi culturali;
» momenti di incontro e socializzazione.



Prossimo evento


Da NAGOYA a BRESCIA
Domenica 21 Novembre 2010 - dalle 17:30


 presso il panoramico ristorante CASTELLO MALVEZZI
 (Via Colle San Giuseppe, 1 – Brescia)
 
 Le maestre di Kadō e Sadō
 
 TAZUKO SAITO e HIROKO ŌTA
 
 (rispettivamente delle scuole Sōgetsuryū e Ikenobō Kado)
 
 offriranno assieme alle loro 12 allieve giapponesi, una manifestazione di Ikebana (composizioni floreali) e la cerimonia del tè (Scuola Urasenke).
 
 L’ingresso è gratuito e i partecipanti possono prendere parte attiva ai due eventi. Le maestre risponderanno anche alle eventuali domande dei partecipanti.
 
 Per chi lo desidera c’è la possibilità di fermarsi a cena insieme agli artisti giapponesi - Prenotazione in anticipo
 
 Per ulteriori informazioni:
 Tel 030 200 4224) (Castello Malvezzi)
 Tel. 030 230 5952 (Associazione culturale Fuji)








mercoledì 17 novembre 2010

Zen e Wabi sabi

Il nome CASAZEN ovviamente non nasce dal nulla...tralasciando (per ora) la prima parte del nome, concentriamoci sulla seconda, lo Zen:

Il termine zen è la lettura giapponese del vocabolo cinese chan, che significa letteralmente "meditazione". In Cina la dottrina chan ebbe una grande diffusione soprattutto durante il periodo Tang (618 – 907). Importata in Giappone già durante il periodo Heian, si diffuse solo a partire dal periodo Kamakura dando origine a due scuole indipendenti: la scuola Rinzai, fondata dal maestro Eisai (1141 - 1215), e lascuola Sōtō, fondata da Dōgen (1200 - 1253), discepolo di Eisai.  
Lo zen è la ricerca dell’illuminazione personale, cioè del raggiungimento di una comprensione intuitiva della realtà (satori), non attraverso la ragione, ma con lunghe sedute di meditazione (zazen) e attraverso l'attenzione esercitata anche nelle occupazioni più semplici. Il ragionamento e la logica impediscono il satori, in quanto imprigionano la realtà in una gabbia di concetti precostituiti, riduttivi e illusori. Per questo motivo l'addestramento zen prevede che il maestro sottoponga all’allievo delle domande (kōan) che sono in realtà paradossi logici a cui quest’ultimo trova risposta solo nella meditazione. L’allievo impiega molto tempo a raggiungere l’intuizione e spesso i suoi errori vengono puniti molto duramente dal maestro. Questa dottrina non ricorre ai libri come mezzo di trasmissione, ma può essere appresa solamente dall'insegnamento diretto che guidi ad una esperienza vissuta personalmente.
Il buddismo zen si è diffuso largamente durante il periodo Kamakura perché la sua semplicità dottrinale, il suo richiamo ad una morale semplice e austera, alla meditazione e all'autocontrollo ben si accordavano con i valori ed il modo di vivere della classe dei guerrieri al potere. In campo artistico questi ideali si sono tradotti in quella concezione estetica semplice e sobria, raffinata ma essenziale che viene descritta in una parola dal termine shibui 渋い che in origine descrive un gusto allappante.
Tale concezione è esemplificata da alcune forme d'arte fiorite a partire dall'età medioevale: la pittura a inchiostro di china (sumi-e o suibokuga), la costruzione di giardini con acqua o "asciutti", la cerimonia del tè (cha no yu o chadō o sadō), l'arte di disporre fiori (ikebana).  
侘び寂び WABI SABI
Nella cerimonia del the trova espressione l’ideale estetico del wabi-sabi, amante dell’imperfezione, dell’incompletezza; un ideale che porta ad apprezzare oggetti imperfetti, di fattura rustica e non definita, realizzati con materiali naturali grezzi, dalla superficie ruvida decorate con figure irregolari. Wabi si riferisce alla bellezza dell’asimmetria di una decorazione che riflette la manualità dell’artigiano opposta alla perfezione di una macchina senz’anima. Sabi è la bellezza che deriva dallo trascorrere del tempo.
(fonte: CASAZEN)

martedì 16 novembre 2010

Trapunta orientale in bambagia di seta

Prima di tutto voglio specificare che si tratta di seta ottenuta dai bozzoli vuoti, ovvero da bozzoli “abbandonati” dalla farfalla che ne è uscita e che quindi non comportano alcuna sofferenza per l’animale. Ci tengo a dirlo anche perché sapere di dormire avvolti in un tessuto naturale che non reca con se la morte di alcun animale da una sensazione di serenità diversa e tangibile. 
Queste imbottite sono realmente adatte sia ai primi freddi che ai climi invernali e riescono a creare un ambiente molto confortevole: un tepore naturale e con un giusto equilibrio di umidità. Inoltre sono leggerissime e molto piacevoli da sentire sopra al corpo, danno la sensazione di essere coperti e protetti ma senza il senso di soffocamento e pesantezza che a volte danno certe coperte e trapunte.
E’ prodotta in Cina a Changzhou  da una azienda attenta al rispetto dell’uomo e della vita in genere, e la qualità della seta è garantita dalla Compagnia Cinese della Seta. 

Hai domande specifiche? info@casazen.com


Ecco qui la pagina dedicata, con dettagli, misure, foto, prezzi: http://www.casazen.com/vita/trapunta.htm

! la apprezza e ne parla anche Jacopo Fo: clicca qui per leggere l'articolo sul suo blog


lunedì 15 novembre 2010

ESTETICA TRADIZIONALE GIAPPONESE

CASAZEN è nata dall'incontro con l'estetica tradizionale giapponese, eccone alcuni caposaldi:

Nell’opera di Kenkō Hōshi, Tsurezuregusa (Ore d’Ozio 1330-1333), troviamo alcuni dei principali ideali estetici della cultura giapponese. I gusti di Kenkō riflettono quelli dei nobili della corte Heian dei secoli prima e contribuiranno a formare le preferenze estetiche nei secoli successivi.

SUGGESTIONE - YUGEN

“Si devono forse ammirare i fiori solo quando sono in pieno rigoglio e la luna è tersa? (…)
I fiori che cadono e il tramontar della luna sogliono riempire l’animo di melanconia. Eppure solo qualcuno dal cuore totalmente insensibile potrebbe dire: “Questo o quel ramo ha i fiori appassiti: non c’è più nulla che valga la pena di esser visto”.
I giapponesi amano contemplare la fioritura degli alberi, ma amano contemplare anche i frutti e poi la caduta dei petali, delle foglie. Questo perché il momento di massima bellezza non lascia nulla all’immaginazione. I petali che cadono invece suscitano forti emozioni di nostalgia, di malinconia, la percezione della mutabilità delle cose, del tempo.
Ecco il concetto di yugen, che significa impenetrabile, oscuro, misterioso. Ogni esperienza cela dietro di sé altri misteri. La pittura a inchiostro ai tempi di Kenkō, porta la suggestione ai massimi livelli, in quanto suggerisce un’immagine con un solo segno del pennello, rappresenta un’intuizione di un aspetto della realtà, che non può mai essere afferrata nella sua completezza.
IRREGOLARITÀ
“In tutte le cose l’uniformità è brutta; il lasciarle incompiute le rende molto più interessanti, e sembra quasi che esse posseggano un maggior respiro.”
I giapponesi amano non solo l’incompletezza, ma anche l’asimmetria. In qualunque ambito: la poesia, la calligrafia, la decorazione, la sistemazione dei fiori o dei giardini. Pensiamo ad esempio alla disposizione di sabbia e pietre nel Ryoanji a Kyōto.
SEMPLICITÀ
“Una casa che non sia moderna né lussuosa, ma con un giardino dove le erbe crescano incolte e gli alberi abbiano aspetto vetusto, possiede attrattive, cui aggiungono grazia una veranda e un rado steccato, mentre anche gli oggetti più insignificanti ricordano il passato: è proprio questa disadorna semplicità ad apparire deliziosa.”
La cerimonia del the è forse l’esempio più lampante dell’amore dei giapponesi per la semplicità. Anche il cibo rispecchia l’amore per l’essenzialità, infatti la cucina giapponese non fa molto uso di spezie.
MUTEVOLEZZA
“Se l’uomo non svanisse mai come il fumo su Toribeyama, ma durasse per sempre in questo mondo, quante cose perderebbero il loro potere di commuoverci. La cosa più preziosa nella vita è la sua incertezza.”
Per Kenkō la mutevolezza è un elemento necessario nella bellezza. Si può dire che mentre gli occidentali costruiscono le cose in modo tale che durino a lungo, i giapponesi le costruiscono tali da richiedere di essere cambiate spesso. Questo perché profondamente consapevoli del mutare della realtà ed estremamente sensibili al trasformarsi della natura di cui sentono di condividere lo spirito.  

sabato 13 novembre 2010

Masterclass di teatro Noh ad Abano Terme (PD) 13-15 novembre

CASAZEN vi segnala vivamente



Il Centro Maschere e Strutture Gestuali e il Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori  sono lieti di presentare l’importante evento culturale

La Maschera: Oriente / Occidente
Teatro Nô, Kyogen e Commedia dell’Arte

Masterclass
 dal 13 al 15 novembre ad Abano Terme

 Lezioni, dimostrazioni, conferenze, tavola rotonda, incontri di forme teatrali diverse dal Teatro Nô al Kyogen e alla Commedia dell’Arte daranno l’opportunità agli iscritti  di conoscere queste antichissime tradizioni.
Gli interventi degli artisti giapponesi si avvarranno di traduzione in lingua italiana.

Le iscrizioni sono aperte,  il costo di partecipazione è di 50 euro

Per informazioni: info@sartorimaskmuseum.it
Tel. 049 860 16 42 orario ufficio Museo

[siete interessati a DVD originali giapponesi di teatro Noh e Babuki? Su Casazen disponiamo di un vasto catalogo, richiedetelo via mail a info@casazen.com ]

venerdì 12 novembre 2010

La CERIMONIA DEL THE GIAPPONESE- CHA NO YU

(da CASAZEN)

Chanoyu significa letteralmente “acqua calda per il the”. Quest’arte così semplice è la sintesi di più arti, che vengono usate per preparare e servire una tazza di the con cuore puro. Il the fu introdotto in Giappone con il buddismo nel 6° secolo, ma si diffuse solo con il ritorno dalla Cina del monaco zen Eisai (1141-1215), il fondatore della scuola zen Rinzai.


I semi portati dall Cina da Eisai furono piantati dal monaco Myoe  (1173-1232) nel tempio Kozanji a nord di Kyōto. Il maestro del the Sen Rikyu (1522-1591) sviluppò il WABICHA un tipo di the che rifletteva un gusto semplice ed essenziale, quello insegnato in Giappone e oggi, in tutto il mondo.
I principi  Wa Kei Sei Jaku (armonia, rispetto, purezza e tranquillità) sono quelli che coloro che praticano la cerimonia del the cercano di attuare attraverso il rito e nelle loro vite.  

Wa - Armonia tra i partecipanti alla cerimonia del the, che interagiscono positivamente. L’armonia si allarga alla natura e agli utensili utilizzati nel rito. Un’armonia vera che porta la pace.
Kei  - L’abilità di capire e accettare gli altri. È questa condivisione tra i partecipanti alla cerimonia che ne determina la perfetta riuscita. Lo stesso rispetto nei confronti delle persone deve essere rivolto agli oggetti, che durante il rito vengono contemplati e utilizzati con massima attenzione.
Sei - La capacità di trattare se stessi e gli altri con cuore puro e aperto, ecco la vera essenza del rito. Solo quando il proprio cuore è puro si possono realizzare armonia e rispetto. La purezza ideale di Sen Rikyu era l’aspetto di un giardino curato con solo poche foglie cadute da un albero adagiate sul muschio fresco.
Jaku - Il sentirsi completamente disinteressati riuscendo a mettere così in pratica gli altri punti. Solo un maestro molto abile ci riesce.

(da CASAZEN)

giovedì 11 novembre 2010

SAKKA TEN - congresso internazionale Bonsai a Padova

Casazen vi segnala:


Congresso Internazionale di arte e cultura Bonsai.

Opsite d'onore:
KUNIO KOBAYASHI http://www.kunio-kobayashi.com/english/index.html
Da 30 anni Kunio Kobayashi si dedica allo studio e all'apprendimento dell'arte del Bonsai.
Un gran numero di onorificienze e riconoscimenti confermano il suo successo.





Padova
Centro Culturale Altinate
Via Altinate 71

12-15 Novembre 2010



mercoledì 10 novembre 2010

YUKO SHIMIZU


Presento oggi l'opera di una artista contemporanea, Yuko Shimizu, opera che reputo interessante per la reinterpretazione delle tradizionali stampe giapponesi.
Ho avuto modo di conoscerla a Venezia e di aver compreso la sua forte cultura cosmopolita, che sicuramente le permette di reinterpretare in maniera così fresca la tradizione del Giappone.





Rassegna di cinema giapponese - Firenze 10-14 Novembre 2010

CASAZEN vi segnala e consiglia questa interessantissima manifestazione sul Giappone a FIRENZE:


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IL GIAPPONE TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE


Rassegna di cinema giapponese


Firenze 10-14 Novembre 2010 | Chiesa S.Stefano al Ponte


Benvenuti alla seconda edizione della Rassegna di Cinema Giapponese di Firenze.


Quest’anno la Rassegna torna con una selezione di film specifica, che punta su alcuni tra i generi più amati, per ampliare lo spiraglio sul cinema giapponese che la prima edizione aveva aperto; ma torna soprattutto con una serie di eventi musicali, teatrali, enogastronomici e culturali, che dichiarano apertamente la vera filosofia che sorregge l’intera manifestazione.


Lo spazio della Rassegna nasce infatti come progetto di un incontro culturale e artistico tra il Giappone, tradizionale e contemporaneo, e la realtà fiorentina: per questo la programmazione di film e gli eventi si estendono in buona parte del centro storico, in luoghi fondamentali per la storia e la vita della nostra città.


Il dialogo tra la cultura giapponese e il pubblico deve infatti iniziare dal luogo stesso che ospita la Rassegna e vuole portare ad uno scambio di conoscenza reciproca. Da un lato infatti il festival cerca di mostrare una ricchezza artistica non solo incentrata sulla bellezza eterea delle geishe e la solennità dei samurai, ma legata soprattutto ad un rapporto di scambio costante tra tradizione e innovazione; dall’altro vuole offrire spazio e un palco internazionale ad artisti, registi, attori, scrittori giapponesi che hanno vissuto il fascino della cultura italiana e che vogliono viverla in prima persona.


La prospettiva fantascientifica della Rassegna è quella dell’immagine di una Tokyo rinascimentale dove le vesti di seta dei kimono frusciano sui pavimenti del Vasari, le katana dei samurai sfiorano l’acqua dell’Arno e i dipinti del Botticelli ornano le pareti di un tempio shintoista.


http://www.rassegnagiappone.com

martedì 9 novembre 2010

Kimono e Haori sempre più indossati

Anche nella blogsfera iniziano a trovarsi sempre più blogger interessate alla moda ed allo stile tout-court che mostrano come indossano kimono ed haori abbinati ad un abbigliamento occidentale o in un ambiente occidentale:



Ecco ad esempio un kimono RO estivo (quasi trasparente) indossato come sopraveste di un vestito occidentale.

Un kimono della stessa tessitura, ma di migliore qualità e bellezza lo trovate qui 

Shoji e Fusuma: le pareti scorrevoli giapponesi

Shoji

Gli shōji sono le porte scorrevoli che separavano l’interno dall’esterno delle case giapponesi tradizionali. Inizialmente questa funzione spettava a tavole di legno su cui veniva applicata della carta per essere decorata, ma in secondo momento le tavole furono sostituite da una grata in legno che permetteva alla luce di filtrare attraverso la carta (mino-shi, ricavata dal kozo, gelso) illuminando gli interni di luce soffusa.    

I fusuma sono invece le porte scorrevoli che separavano i locali interni della casa e venivano variamente dipinti per abbellire la residenza. 

 Durante il periodo Heian, la vita si svolgeva in un mondo semioscuro o addirittura invisibile a causa della condizione imposta dalle strutture architettoniche e dalle severe regole comportamentali della corte. La casa era l’unico luogo di incontro tra uomini e donne, le quali in questa occasione si nascondevano dietro a un mobile. Essere invisibili infatti esasperava la tensione e aumentava il desiderio.    

I divisori usati per gli incontri, tra cui gli shōji, servivano per dare il senso del distacco fisico e definire lo spazio personale. Nascondersi dietro ad essi significava creare un mondo proprio in cui si vedevano le cose visibili, ma si sentivano anche le cose invisibili come gli odori e i rumori che quindi acquisivano molta importanza. Ad esempio bisognava stare attenti che il fruscio delle proprie vesti risultasse piacevole, così come l’incenso usato per profumarle.

Fusuma

 I FUSUMA si differenziano dagli Shoji soprattutto per il fatto di non essere trasparenti alla luce e di avere molto spesso delle decorazioni di vario genere. L'uso dei Fusuma è riservato, come scritto, alla divisione degli spazi interni.


Per maggiori idee e informazioni sulla realizzazione di interni in stile giapponese potete consultare queste pagine


lunedì 8 novembre 2010

Stanza piano interrato in stile giapponese

Un progetto di realizzazione di un ambiente in stile giapponese reinterpretato per una stanza al piano interrato:
http://www.casazen.com/design/stanza.htm

Per dimostrare come l'estetica giapponese possa essere applicata agli ambienti occidentali


domenica 7 novembre 2010

DESIGN INTERNI STILE GIAPPONESE: LA MANSARDA

Ecco un progetto di interni basato su una richiesta di un cliente: la dimostrazione di come uno stile basato sui formalismi giapponesi e sull'essenzialità ben si presti alla realizzazione di un ambiente in una casa di stile occidentale (da http://www.casazen.com/design/index.htm ):


l'ambiente orignario








sabato 6 novembre 2010

Giardino giapponese: lo stile di Okinawa

La parte più meridionale dell'arcipelago nipponico, con le sue differenze climatiche, orografiche e culturali ha generato un diverso stile anche nella realizzazione dei giardini:
la prima caratteristica che mi verrebbe da esplicitare è la "floridezza" dell'insieme, un tripudio di tonalità calde di verde,  molto differente rispetto alle linee controllate del giardino giapponeseche più conosciamo:




Quello raffigurato nellee foto è il giardinod ella residenza reale della dinastia di Okinawa, chiamato Shikinaen, realizzato nel 1799.
Il giardino ha forti influenze architettoniche cinesi, derivanti dagli stretti contatti tra l'Isola e la Cina.

E' stato da poco completamente resaturato, dopo un lavoro iniziato nel 1975, in quanto fu gravemente danneggiato nella Seconda Guerra Mondiale: dal 2000 è stato eletto tra gli UNESCO World Heritage Site






Per maggiori informazioni sui giardini giapponesi clicca qui


fonte

Karesansui - Giardino Zen

Né un fiore, né un'ombra
Dov'è l'uomo?
Nel trasporto di rocce,
nella traccia del rastrello,
nel lavoro della scrittura


 L’usanza di avere giardini di sabbia e pietra venne introdotta in Giappone dalla Cina e dalla Corea, ma furono i monaci zen a creare il karesansui, il vero e originale giardino di sabbia e pietra giapponese. Il giardino Zen si trasforma quotidianamente seguendo e riflettendo il costante mutamento dell’universo, creando uno spazio di pace tranquilla, di silenzio arcano e di grande armonia; la mente può espandersi e liberare l' immaginazione.
Inizialmente furono creati paesaggi intorno ai quali passeggiare e meditare rimanendo sui bordi. I sacerdoti Zen hanno poi assegnato alla loro costruzione lo scopo di aiutare alla comprensione più profonda dello Zen e dei suoi principi base che hanno portato alla creazione dei  kansho-niwa o giardini della contemplazione.
Per costruire un autentico giardino karesansuioccorre tenere presente alcune regole. Aggiungere un elemento o modificare l'orientamento della sabbia in grani serve a rilassarsi e meditare, pensando alla tranquillità e alla vastità  dell'oceano. Non vanno utilizzati grani multicolori. Il granito bianco e uniforme crea la giusta atmosfera e illumina con il proprio riflesso anche le aree vicine. Le rocce-isole sono il fulcro della meditazione e rappresentano l'immortalità, la longevità e la salute. Occorre rastrellare la graniglia di sabbia in modo continuo senza mai fermare il rastrello che deve essere sempre spinto in avanti e mai tirato indietro.
Si dovranno creare percorsi visivi uniformi e senza interruzioni che percorrono per la sua lunghezza il giardino e ruotano armoniosamente intorno alle isole. Spesso vengono aggiunti dei ponticelli che simboleggiano il passaggio attraverso il mare per raggiungere un punto di vista alternativo che altrimenti non sarebbe visibile. L’attraversamento è di buon auspicio all’inizio delle diverse stagioni, per operare profondi cambiamenti, secondo un’idea originaria della Cina classica.
Gli ideali estetici espressi nei giardini sono resi dalla disposizione degli elementi,  tale da creare un effetto di naturalezza evitando impatti eccessivi sulla percezione dell’intero giardino. La simmetria e l’eccessiva eterogeneità portano a scene complicate che disturbano la tranquillità visiva.
Vediamo di seguito il significato di alcuni ornamenti del giardino ed altri consigli utili (derivanti dal Feng Shui cinese)   . 
·        Piccole fontanelle e stagni portano grandissima fortuna economica se sistemati negli angoli a nord o a sud-est.
·        Se si hanno ruscelli o stagni d'acqua davanti a casa dovrebbero essere a sinistra guardando fuori dalla porta d'ingresso. Così è assicurata la stabilità di coppia. Se l'acqua e' invece a destra, il marito probabilmente guarderà con interesse le altre donne. Occorre però ricordare di non esagerare con bacini d’acqua : troppa acqua fa versare lacrime.
·        Qualsiasi vialetto conduca alla vostra porta d'ingresso dovrebbe fare alcune curve, per ricavarne fortuna.
·        Non lasciate che l'ingresso della vostra casa si affacci su una strada dritta. Bloccate l'energia negativa che ne deriva con un gruppo d'alberi, una staccionata di legno, una siepe.
·        Nel retro della casa dovrebbero esserci alberi e una collinetta. Si godrà così della protezione della tartaruga celeste.
·        Se il terreno intorno a casa è ondulato, ospita i draghi portafortuna. Se e' piatto e privo di movimento allora non c’è alcun drago e la terra è meno fortunata .
·        I pendii e le colline devono  essere dolci, non ripide; solo così l’energia che affluisce è benigna e carica di prosperità. Mai  costruire la casa sul cucuzzolo di una collina, in modo da non avere  forti venti che portano i fattori climatici perversi.
·        Le piante sono di ottimo auspicio, il legno significa crescita e sviluppo specialmente se posto a est, sud-est e sud. Gli alberi non devono sopraffare la casa e devono essere potati regolarmente.   
  • Occorre non posizionare piante appuntite e cespugli spinosi vicino a casa ed eliminare l'acqua stagnante, le foglie o le piante secche poiché sono tutti elementi portatori di energia negativa.

fonte: CASAZEN


venerdì 5 novembre 2010

Sessualità nel Giappone tradizionale: HARIGATA


Lo HARIGATA è uno strumento di auto erotismo giapponese, una sorta di pene artificiale (dildo) che veniva utilizzato nei rapporti omosessuali femminili, per la masturbazione o come coadiuvante nei rapporti sessuali tra uomo e donna.

Ve ne erano di varie forme e materiali, sia da utilizzare a mano che da legare al bacino, alle gambe, ecc ecc

Un tipo particolare di harigata era realizzato in una fibra vegetale particolare ed era utilizzato come dildo o come anello attorno al pene: una volta bagnato lo Harigata si ingrossava e secerneva una sostanza tipo saponina:

Per maggiori informazioni e per acquisti potete visitare questa pagina web






i Kamon

Sul kimono c’è anche un piccolo stemma detto kamon: le sue origini risalgono al periodo Asuka (603) quando l’imperatore Suiko utilizzò queste immagini sulla propria bandiera. Nel periodo Heian (794-1191) altri nobili utilizzarono i kamon sulle proprie carrozze. Nel periodo Kamakura (1192-1335) fino al periodo Edo (1630-1867), i samurai posero il proprio simbolo nella bandiera e nell’armatura, per distinguere la propria famiglia dalle altre. Nel periodo Edo inoltre questi simboli comparvero prima sui kimono di nobili e samurai, poi in quelli della gente comune riservati alle  occasioni formali. 

Attualmente il kamon ha perso molto significato, in quanto le origini e la storia delle varie famiglie sono stati perse. Solo alcuni difendono la tradizione e conservano i kamon ereditati dai loro predecessori.
Ci sono migliaia di kamon che vengono raggruppati in 7 gruppi: piante, animali, natura, architettura, disegno, lettere. I più popolari sono 10, 9 derivano dal gruppo delle piante e uno dal gruppo degli animali. 

Alcuni kamon famosi: 
 Kiri, Paulonia; di Totyotomi Hideyoshi, oggi usato dalla famiglia imperiale.

Kashiwa, quercia; spesso usato da famiglie in cui è presente un sacerdote shinto.

Katabami, trifoglio; preferito dalle donne.

Tachibana, arancio; proprio della famiglia Tachibana.

Tsuta, edera; proprio dei Matsudaira, famiglia dello Shogun Tokugawa.

Fuji, glicine; usato dalla potente famiglia Fujiwara in periodo Heian (794-1191).

Myōga; indica la fede buddista.

Mokkō; simile a un nido d’uccello; quello a 5 foglie apparteneva alla famiglia del grande Shogun Oda Nobunaga.

Omodaka; usato dalla famiglia Mizuno, suddita di Toyotomi Hideyoshi.

Taka no Ha, piume di falco; adottato per simboleggiare l’eleganza e la dignità.

Gli stemmi possono essere cinque (uno al centro della schiena tra le scapole, due sulle maniche dietro e due davanti, ai lati dello scollo), il massimo della formalità; tre (i tre dietro) oppure solo uno, al centro della schiena. Un altro indice di formalità sta nel modo in cui sono riportati: dipinti, più formale o ricamati (nuitori), meno formale 
. Il tipo più formale di stemma è quello dipinto "pieno" o "pieno sole": hinata mon; è seguito da quello semi-delineato o "mezza ombra": nakakage mon; infine da quello solo delineato o ombra: kage mon. Al fondo della graduatoria, come già detto, quello ricamato (nui mon), che viene usato per hōmongi e tsukesage ed ha il vantaggio di poter essere tolto e rimesso a seconda dell'occasione.

fonte CASAZEN