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mercoledì 14 luglio 2010

ACCAPPATOI KIMONO


Questi accappatoi oltre ad essere morbidamente comodi sono anche degli indumenti originali ed unici: ognuno di essi è realmente un pezzo unico in quanto impreziosito con degli inserti di tessuti di kimono vintage originali giapponesi.
Assieme all'accappatoio vi è anche il set di asciugamani (anch'essi con inserti di kimono) ed un copricapo sempre in cotone da indossare sui capelli bagnati.
L'accappatoio kimono da uomo è fornito anche di una ampia cintura con inserti di tessuti di Obi originali giapponesi. Avvolgiti di Giappone anche nella stanza da bagno...

martedì 6 luglio 2010

MOSTRA SHUNGA

Inizio: giovedì 8 luglio 2010 alle ore 10.00
Fine: sabato 17 luglio 2010 alle ore 20.00
Luogo: TaglioVivo, Via A. Gritti, 6 Padova

Descrizione.Esposizione di riproduzioni di stampe giapponesi erotiche "shunga", dalle ore 11.00 alle 19.00.
Sabato 10 Luglio ore 19.00 Relazione: "Shunga: l'erotismo dell'estetica".
Ingresso libero
(by J Studio Events)

giovedì 24 giugno 2010

"IL SUICIDIO DI MISHIMA E MISHIMA SUICIDA"




"IL SUICIDIO DI MISHIMA E MISHIMA SUICIDA"
Conferenza dibattito
Sabato 3 Luglio 2010
ore 18.00
presso "TaglioVivo", Via A. Gritti, 6 - Padova
Ingresso libero
Introduce: Andrea Furlan
Relatore: Denis Sommese

Una importante ed unica occasione per ragionare sulla figura di Yukio Mishima e sul suo commiato al mondo attuato con il suicidio rituale il 25 novembre 1970.
La conferenza sarà seguita da un dibatitto con il pubblico e da una proiezione preceduta da un aperitivo. Nel corso della serata sarà possibile inoltre visionare alcuni preziosi haori originali giapponesi dipinti e decorati con temi legati alla tradizione guerriera nipponica.
Ingresso libero. E' gradita la prenotazione.

Contatti:
340.2855894
info@j-studio.biz
facebook: J-STUDIO-EVENTI
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Cenno biografico
Yukio Mishima (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970) è stato uno scrittore e drammaturgo giapponese.
Mishima è uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha più volte stroncato). Le sue numerosissime opere spaziano dal romanzo alle forme rimodernizzate e riadattate di teatro tradizionale giapponese Kabuki e Nō, quest'ultimo rivisitato in chiave moderna. Personaggio difficile e complesso, spesso in Europa travisato ed etichettato genericamente come "fascista", era in realtà un nazionalista nostalgico, un conservatore decadente come lo definì Alberto Moravia che lo aveva incontrato nella sua casa in stile occidentale in un sobborgo di Tokyo. Tuttavia Mishima stesso non dichiarò mai apertamente di essere di destra, e anzi si identificò sempre come apolitico, soprattutto visto il suo astio nei confronti dei politici a lui contemporanei. Sicuramente uno dei suoi ideali più forti è il patriottismo, che ha ispirato anche numerosi personaggi delle sue opere, oltre al culto per l'Imperatore, non come personaggio storico o figura autoritaria ma come ideale astratto dell'essenza del Giappone tradizionale.
Con la sua tragica morte avvenuta in diretta televisiva nel 1970 all'età di quarantacinque anni (data studiata e ponderata accuratamente), con il suicidio rituale (seppuku), durante l'occupazione simbolica del ministero della difesa, suggellò la conclusione insieme della sua vita e della sua vicenda letteraria. Infatti poco prima del suo suicidio aveva consegnato all'editore l'ultima parte della tetralogia Il mare della fertilità (completata comunque tre mesi prima della consegna, ma sulla quale appare, nell'ultima pagina, la data simbolica "25/11/1970", quasi come a volere lasciare il suo ultimo testamento).
La sua uscita di scena era stata organizzata con lucidità maniacale e con una freddezza difficile da comprendere.[senza fonte] Uscendo dal suo studio per andare incontro all'epilogo della sua vita lascia un biglietto con su scritto "La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre". Tuttavia è necessario ed indispensabile ricordare che la morte ha sempre ossessionato Mishima durante tutta la sua vita, un'ossessione che si riflette chiaramente nelle sue opere.
Mishima fu anche fondatore di una organizzazione paramilitare, di cui lui era capo e finanziatore, chiamata Tate no kai (Associazione dello scudo) che rifiutava in maniera netta ciò che lui definiva una sottomissione del Giappone, ossia il Trattato di San Francisco del 1951 col quale il suo paese aveva rinunciato per sempre a possedere un esercito affidando la propria difesa agli Stati Uniti. Mishima insistette spesso sulla funzione non reale ma simbolica del suo esercito, composto solo da 100 giovani selezionati dallo scrittore stesso, inteso come esercito di salvaguardia dello spirito tradizionale giapponese e difensore dell'Imperatore.