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lunedì 7 febbraio 2011

IL KIMONO KAKESHITA

KAKESHITA KIMONO


Uchikake: fino al periodo Edo l’uchikake era utilizzato dalle mogli di guerrieri o di nobili nelle occasioni formali, dopo divenne un abito di nozze. Di seta monrinzu o monshusu (satin con pattern), dall’orlo imbottito e dalle lunghe maniche, viene indossato senza essere fermato da alcuna cintura sopra il kimono. Gli uchikake colorati presentano simboli di buon auspicio dai toni sgargianti e sono spesso ricamati in oro e argento. Il kakeshita è un furisode indossato sotto l’uchikakeche può essere bianco o colorato, di seta monrinzu o inhabutae (taffettà). L’obi per il kakeshita  è di monrinzu bianco ed è annodato nello stile bunko. Sotto il kakeshita s’indossa un kimono detto shitagane. Una variante dell’uchikake è loshiromoku, l’abito nuziale. Nel caso dello shiromokuuchikake,kakeshita e shitagasane sono bianchi a simboleggiare la volontà della donna di imparare i costumi e le usanze della famiglia del marito e farle proprie. Tradizionalmente veniva indossato il primo dei tre giorni in cui si svolgeva la cerimonia nuziale. Il secondo giorno la donna indossava un abito rosso che serviva come scudo contro la sfortuna, mentre l’ultimo giorno indossava un kimono nero formale.  

venerdì 27 giugno 2008

LA GRU DEL GIAPPONE

Oggi ho presentato su Casazen un nuovo kimono, un Uchikake decorato con molte Gru giapponesi (Gru Japonica, Tsuru in giapponese).

La Gru in Giappone è considerata una sorta di tesoro nazionale e di simbolo condiviso in tutte le arti per rappresentare la longevità (la leggenda vuole che le gru vivano 1000 anni), bi buona sorta e di fedeltà (nella coppia soprattutto): per questo è un simbolo particolarmente utilizzato nelle cerimonie nuziali.

Mentre rifletttevo sulla bellezza di questa simbologia, che nasce dalla natura delle cose per trasfigurare nel mondo dell'ideale, mi sono imbattuto in una triste immagine, che mi ha fatto pensare a quanto labile sia a volte la nostra umana tendenza all'ideale, al bello e come essa possa essere facilemente distrutta dalla banalità del male che possiamo compiere:


Da creatura elegante e libera a povero animale imprigionato...la sua innata dignità, propria di tutte le creature ma in certune così evidente e stimolante anche agli occhi dell'uomo, così banalmente derubata e sfregiata.