lunedì 31 gennaio 2011

BREVE STORIA DEL KIMONO

La parola Kimono significa “abito” (ki – da kiru, vestire e mono – cosa) e noi lo utilizziamo per indicare il vestito tradizionale giapponese, di cui esistono numerose varietà e utilizzato ancora oggi anche se in rare occasioni. La parola kimono significa letteralmente “vestito” e cominciò ad essere utilizzata nel 19° secolo per distinguere gli abiti giapponesi da quelli degli occidentali detti yōfuku. Ottenuto dall’unione di pezzi di tessuto rettangolari, non esalta le curve del corpo come tendono a fare gli abiti occidentali: al contrario le nasconde completamente e chi lo indossa deve muoversi con grazia e ponderatezza, dimostrando le sue doti profonde.

BREVE STORIA DEL KIMONO

Periodi Jomon e Yayoi: Nel primo e più antico, l’unica forma di abito era costituita da pelli di animali. Nel periodo successivo le donne iniziarono a indossare un tipo di abito detto kantoi costituito da una specie di gonna e un vestito legato alla vita da una cintura di cotone. Gli uomini invece indossavano lo yokohaba no nuno, costituito da due ampi pezzi di tessuto annodati uno sul petto a coprire le spalle e uno sulla pancia a coprire il corpo fino alle ginocchia.

Periodo Yamato: Gli esponenti dei clan più potenti iniziarono a distinguersi dalla massa anche nell’abbigliamento. Gli uomini indossavano un abito detto kinubakama costituito da una giacca (kinu) e da pantaloni (hakama); le donne indossavano il kinu e una gonna detta mo.
 
Periodi Asuka e Nara: L’influenza della Cina fu molto forte anche per quanto riguarda le tecniche per tingere i tessuti che iniziarono ad avere colori sgargianti. A corte, gli uomini indossavano hakama verdi, una gonna plissettata e giacca arancione o verde, portata sopra la gonna e fermata da una cintura. Portavano inoltre un copricapo, sempre arancione. Le donne (myōbu) indossavano al posto degli hakama, un mo anch’esso arancione e i capelli lunghi erano raccolti dietro la schiena.
 
Periodo Heian: La cultura giapponese conosce una fioritura  straordinaria in tutte le arti e gli abiti a corte raggiungono un’elevata varietà. Tra questi ricordiamo il più rappresentativo: il nyōbō shōzoku, l’abito della dama di corte. Questo tipo di abito è stato definito recentemente jūnihito-e che letteralmente significa “12 abiti diversi”. Infatti le donne indossavano più abiti uno sopra l’altro, fino ad arrivare anche a venti. Maggiore era il numero degli strati, maggiore era il prestigio e il rango della donna che li indossava. Il colore specifico degli strati era più importante delle decorazioni. Esistevano circa 200 regole che stabilivano la combinazione dei colori del kimono. I colori erano stabiliti per rispecchiare le stagioni e le loro caratteristiche, rivelando il profondo legame dei giapponesi con la natura circostante. Da novembre a febbraio si indossavano kimono bianchi fuori e rossi all’interno, in marzo e aprile kimono color lavanda fuori e blu all’interno. Inverno e primavera prevedevano anche un soprabito giallo e arancione. Lo strato più interno era il kosode, nome che si riferiva non alla lunghezza della manica ma alla sua apertura, lo strato più esterno karaginu, poi uchikake. Era somigliantea quest’ultimo, ma dai colori più sobri, l’abito indossato quotidianamente dall’uomo di corte detto kariginu..

Periodo Kamakura e Muromachi: I nuovi governanti del bakufu indossavano abitualmente lo hitatare e le loro mogli il kosode che inizialmente era portato sotto altri abiti; solo in occasioni importanti portavano l’uchikake.

Periodo Azuchi-Momoyama e Edo: Nascono i quartieri del piacere popolati di geisha e attori del kabuki che lanciano nuove mode. Malgrado la varietà degli abiti sia molto vasta, l’abito femminile resta fondamentalmente il kosode e quello maschile il kamishimo, composto da kataginu, una giacca con le maniche corte e dai nagabakama. I guerrieri di alto rango continuano ad indossare il kariginu. I cittadini comuni indossavano il kosode e lo haori.

sabato 29 gennaio 2011

TABI : scarpe giapponesi da esterni



TABI GIAPPONESI CON LA SUOLA IN GOMMA, ADATTI AD ESSERE PORTATI ANCHE PER STRADA, COME NORMALI SCARPE DA PASSEGGIO. ORIGINALISSIMI ED UNICI. MOLTI STILISTI LI HANNO IMITATI (VEDI MARTIN MARGIELA).  UNISEX

Sono una evoluzione moderna dei tradizionali tabi, modificati per essere portati anche nelle moderne strade di cemento.
Si chiudono dietro come i tradizionali tabi, infilando le linguette di metallo nelle fettucce di tessuto.


venerdì 28 gennaio 2011

SAMURAI: l'etica del bushido

Samurai e fiori di ciliegio

L'Etica del Bushido
"hana wa sakuragi, hito wa bushi"
 (花は桜木人は武士)
(tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero)



Oltre a risaltare per profondità e chiarezza, questo testo è un bellissimo omaggio al Samurai e a quella che fu la sua Via: una Via ed una visione del mondo dal carattere ad un tempo guerriera ed ascetica, senz’altro accostabile a quella della Cavalleria medievale europea.


Polia M.
L'etica del Bushido. - Introduzione alla tradizione guerriera giapponese

€ 15,00
Pagine: 131



Lo trovate >> qui <<

giovedì 27 gennaio 2011

ZAFU E ZABUTON

Zafu e Zabuton
Gli zabuton sono “cuscini sui quali sedere”, ampi e non troppo spessi, sopra i quali sono appoggiati gli zafu, dei cuscini più rigidi.
Nascono dall’unione dei cuscini usati nei templi per meditare e dalla forma quadrata del futon che veniva steso sul tatami.
Vengono usati per appoggiarvi i piedi, le anche, le gambe e ancora oggi molti giapponesi preferiscono sedersi per terra su zabuton e zafu piuttosto che utilizzare le sedie perché più comodi.  


-Lo zafu può essere usato anche come cuscino decorativo per un soggiorno in stile moderno.



-Entrambi sono utili nella pratica di chi svolge attività quali ad esempio lo shiatsu o i massaggi in genere.


Ne trovate i modelli qui http://www.casazen.com/vita/zafu_zabuton.htm


martedì 25 gennaio 2011

lunedì 24 gennaio 2011

SAMUE: l'abito giapponese del futuro e della tradizione

samue
Il Samue e' l'abito da lavoro tradizionale giapponese, tipico anche dei monasteri.
Indossato anche per l'arte e l'artigianato.

Ma è anche un abito assolutamente moderno, anzi futuro!, per l'essenzialità del taglio e la naturalità dei tessuti, nonché per la sobrietà dei colori.

Potete trovare vari modelli di samue in questa pagina


martedì 18 gennaio 2011

COPRILETTI GIAPPONESI by CASAZEN

 

COPRIFUTON/COPRILETTI UNICI ED ORIGINALI, REALIZZATI SARTORIALMENTE CON INSERTI DI TESSUTI VINTAGE GIAPPONESI, UTILIZZATI PER I KIMONO. SU MISURA

L'elegante collezione by Casazen per le vostre camere ispirate all'estetica giapponese. Uno di questi copriletti darà il tono alla stanza. Le stoffe degli inserti sono quelle utilizzate per realizzare kimono e yukata, sono vintage, pezzi unici e provengono direttamente dal Giappone. Possiamo realizzare questi copriletti anche su misura e potete scegliere anche un diverso colore di base.

Trovate >> qui << tutti i dati e i prezzi